Filastrocca per Livorno
Luciano Tarabella
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Sono straniero nella mia città
qui c'era un bàrre ora chi lo sa
c'era un fioraio dove io per te
ogni giorno rubavo una panzé;
come un turista vado qua e là
cerco da bere e cerco da mangia'
c'era un tortaio dove io per me
compravo ir cinqueeccinque e l'estatè!
Cosa è successo a questa mia città?
Forse quarcuno me lo sa spiega'?
La vedo strana eppo' mi sembra che
la vogliano affogare ner bidet.
'Un la toccate questa mi' città
vell'artre fanno voglia di caà
a' Lupi (1) chi la sciupa vo' vedé
per dìnni vaffanculo e boia deh!!
1): cimitero comunale
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L'autore
Luciano Tarabella
Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,
Commenti (1)
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Idalgo Visconti4 settembre 2012
Vero!!... un c'è più nemmeno l'ombra della mii Livorno... ps. e un credo neppure sia l'ignoranza ataviaa del livornese... perché prima un s'andava nemmeno a scola... ma s'era più eduaati... (per me è corpa delle bischerate della televisione, tutti ganzi...)

