Naufragio dell’anima
La pioggia è cessata,
l’allegria dell’aria
è troppo fresca sulla pelle.
Il giorno sta finendo
non nel grigiore
ma in un pallido azzurro,
un vago azzurro che si riflette
sul selciato delle strade.
Fulmini di razionalità
evidenziano il nerume dell’esistenza.
Inerzia e falsità,
inutilità laboriosa
di giorni uguali.
Trascino la mia vita,
assurda come un orologio fermo,
nel privilegio della mia penombra.
M’invade un sentimento
peggiore del tedio,
un sentimento di desolazione,
di naufragio dell’anima intera.
Tutto diventa niente
nella luce ancora calda
delle ultime nuvole colorate.
E il mio tedio
assume tratti di orrore,
la mia noia è paura.
Il mio sudore non è freddo
ma è fredda la mia coscienza del sudore.
Il malessere dell’anima
penetra nei pori del corpo
e lo inonda.
Funerale della speranza
nel silenzio dorato di cieli inerti
e di grandi pianure biancastre.
Sono come uno scaffale vuoto
e giaccio sotto la vacuità precipitata
dell’universo intero.
©
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