La mia sete
Rita Minniti
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In quel mio viverti
a piene mani,
dove i lampi all’orizzonte
s’abbattono sui rami spogli,
tu...
a esistermi nell’incognita,
alle porte d’un autunno
da sfogliare,
da tenere stretto
nel vederlo sfiorire
senza però soffrire.
E la notte racchiusa
fra lenzuola stropicciate
potrà sorprenderci
ricoprire il cielo di carezze
che ossidano le tenebre.
Non ascoltarmi il pianto:
è fiato sulla pelle.
Non tenermi il broncio:
è paura di perderti.
Non voltarti al destino:
non sa guardare e capire
che oltre tutto,
noi...
E tu...
oltre il tramonto di palpiti
scorsi come acqua sotto i ponti
sei goccia d’infinito
che non evapora,
dove attingo la mia sete
per continuarti a bere
in una lacrima.
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L'autore
Rita Minniti
Commenti (2)
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Doraforino15 settembre 2012
La paura di perdere l'amore, rende insicuri, fragili, l'autrice dice:"Non voltarti al destino, non sa guardare e capire" Versi sentiti!
Saverio Chiti16 settembre 2012
"sei goccia d'infinito, che non evapora..." basterebbe questo semplice verso, per amare questa poesia... è anima che annega in se... è amor che sa di poter perdere la fonte di se... è voglia di trascinar nel tempo, l'emozione di vivere il sentimento! chi Ama, spesso teme nel farlo... ha paura di perdere ciò che più vuole. ecco che la sete domina su arse bocche e disseta il cuore. Splendidi i tuoi versi cara poetessa amica... sempre più scopro, una tua vicinanza al mio modo di interpretar vita!


