Pure Edmondo De Amicis ce lo sapeva!

Er libbro più prezzioso che ciò io,
me lo conzervo caro, stretto, stretto.
Je vojo bene, come fosse un fìo,
sta chiuso in una "gabbia" cor lucchetto!
E’ strano, cià un inizzio e no’ ‘na fine,
le paggine so’ ne la fantasia.
E’ storia, amore, prosa, a vòrte rime,
dolori, offese, a vòrte malattia!
Lo sfojo e lo rileggo de niscosto,
co’ l’occhi un po’ velati dar dolore,
nisuno po' sape’ ‘ndov’è riposto.
‘Sto libbro che, tutti quanti cianno,
sta drent’ar petto... e se chiama core
peccato... che parecchi nun lo sanno!!
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Commenti (3)
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carla composto9 settembre 2012
so' romana de roma e faccio li mejo complimenti a st'autrice che de core che 'na tanto... bella le poesia in vernacolo complimenti alla poetessa ...molto apprezzata anche per contenuto...
Emanuele Martina9 settembre 2012
non sono romano, ma complimenti per l'originalità, bella lirica, complimenti
Mauro10 settembre 2012
Mi colpiscono sempre le tue poesie. A volte l'ironia, altre la comicità e come in questo caso, il cuore. Stupenda composizione alla quale il dialetto dona una briciola di verità in più.


