Polvere
Ero un fenomeno da baraccone
per i miei amici ubriachi
un macchinario invecchiato e sgualcito
per i dirigenti della fabbrica
ma per te ero un'aquila dolce
in ogni nostra parola sconosciuta.
A casa ora mi sento un estreneo
nessuno sa riconoscere i miei occhi
e stento a mentenere l'equilibrio
i punti cardinali della mia infanzia
svaniscono fatalmente ad uno ad uno
resta solo la certezza che tutto finirà.
Non so più nemmeno la mia vita
la lontananza ha sparso polvere ovunque
mi rivedo un chierichetto nella foto
ma le lacrime non fanno il mio coraggio
quando sento il nostro tempo morire
la tua mano in questo cielo non trovo più.
©
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