Le riflesse stanze

Incidere profondamente.
Scendere nella tua carne.
Avidamente succhiare linfa vitale.
Sei lì a terra disteso...
Con tutta la miseria e la meraviglia del mondo
Attorcigliata nei tuoi capelli di rame.
Per incanto vivere mille volte la tua vita.
Piangere e ridere con te all'infinito.
Nel sempre condannata a morire della tua morte.
Nuda e sola...
Vago in queste riflesse stanze.
Piange l'ombra sdoppiata e allungata
fino ai tuoi piedi di marmo.
Vorrei sventrarmi.
Raccogliere da terra
Le viscere della balena
Venderle alla fiera del Niente.
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Commenti (1)
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Paola Galli11 settembre 2012
sì direi spesso scrivere è sofferenza, ma esorcizza il male, permette di buttare fuori tutto il sommerso, ciò che stringe, contorce, arrovella, ed a volte è terapia dell'anima!! e si percepisce in questi versi la voglia di urlare un intimo tormento, che vaga smarrito tra le riflesse stanze dell'anima!! molto intensa!!
