Oh mon amour
Dario Zandonella Calegher
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Oh amore mio,
lo sai che rimango sordo alle tue parole scucite con rabbia,
è inutile che ti ostini a volermi fare del male,
da tempo la mia testa non si riempie più dei tuoi veleni;
So che quello in cui si credeva non arde come allora,
pare quasi spento nella sua fievole luce smorzata,
forse non ha mai del tutto accecato,
anche se ci ha portato più in la di quanto si possa mai pensare;
So che siamo stati forse inghiottiti da un vortice più grande,
e ora tutto quello che potevamo immaginare pare ormai perduto,
è caduto in fondo, giù nel profondo,
era inevitabile che accadesse;
So che l’appiglio a cui siamo abbarbicati tutt’ora,
è liscio di specchio ove s’intravede il nulla,
e con malinconia ci si riconosce per quello che si è,
in realtà è un nemico costante che non ci lascia andare via;
So però che le mie mani cercano in quelle dune di sabbia,
intenerita dalle lacrime di un odioso rancore,
preziosi ricordi che sono tutt’ora indelebili e spezzettati,
nascosti nel profondo buio di un ombra scura;
So che quei ricordi impazienti attendono di essere cercati,
desiderano essere ritrovati nel difficile cammino di quest’esistenza,
ma appartiene in quel che par da sempre la nostra vita,
e non si debella come fosse un nulla, amore mio.
©
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