La perla
Dario Zandonella Calegher
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Nell'oscurità della notte,
un sogno dall'inizio funesto, terribile,
s'immergeva in una nebbia soffice,
ed in un vapor d'acqueo,
soffocata da una luce complice,
s'apprestava la tua mano femmina,
chiusa in un pugno,
come un nido di amaranto,
a creare scompiglio,
quando s'aprirono delicate le tue dita,
una ad una,
dall'indice al mignolo,
improvvisando una danza ben studiata,
che schiudeva sfacciata,
agli occhi dell'io ingenuo, sudato,
la perla segreta d'una presenza d'amore,
che raggiunge i sensi d'un'intera esistenza,
pronta a sferrare l'arma sua più potente,
e lo scudiscio di cuoio con apici di appuntito metallo,
lacerar feroce ogni millimetro di pelle
che urla solo un attimo di tregua,
per esser libera e fuggire lontano nel profondo
e non essere mai più ritrovata,
ma tu mi cerchi ancora graziosa creatura,
perché sai che il mio cuore stanco
cederà,
pronto ad esser tuo per sempre.
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