Nostos algos

Ti vorrei ancora qui,
per ribellarmi alla tua presenza,
per aver fame di solitudine.
Averti vicina ancora un po',
per scappare lontano,
dove non ci sei.
E poi telefonarti
per dirti che mi manchi,
per sentirti dire “Stai ancora là, se qui ti annoi”.
Ma senza te la lontananza non ha più sapore,
non è libertà,
è una prigione
con le pareti tappezzate dai tuoi sorrisi.
È assenza di una mano complice da stringere,
è assenza di una mano da stringere per fiducia.
Senza te
non trovo più un tornare,
né un restare.
E non può esistere un andare via,
se tu non sei in qualche luogo.
Dicevi,
il tuo abbandono è solo l'altrove,
un semplice rinvio di emozioni.
Eppure sembra un dopo perduto nell'infinito,
un “sempre” che non posso afferrare,
un “per adesso va così” in cambio di un ormai vuoto.
L'ora di questa dimensione
è nostalgia.
E vorrei ancora essere con te,
non importa dove.
©
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L'autore
Alexis
Io sono eterea, intangibile, virtuale. Non sono che astrazione sublime. Un'immagine algida, evanescente, sfilacciata e vacillante, in abito nero.
Commenti (1)
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andrea ristori10 aprile 2014
L'ho letta pensando che fosse dedicata all'amore, poi ho visto che è stata inserita nella categoria "morte" ed ho trovato quanto mai appropriato metterle in stretta relazione; anima e thanatos si uniscono per generare nostalgia; la morte alimenta l'amore, e l'amore, dando vita, alimenta la morte e queste sono le condizioni essenziali della scaturigine della nostalgia.
