Il campo dei sorrisi
A lato del campo,
seduto su una pietra,
un diavolo mietitore
affila la falce contadina
delle risa perdute
nei volti feriti
di venti passati.
Romeo e Giulietta
ancora si scambiano
violenti baci d'amore,
sotto il grano pungente
nascono stelle
d'incontrastabile azzurro.
Ferito il cielo.
Squarciato, il cielo
a mostrare il costato
di nuvole nere e dense
gonfie dei segreti di Pandora.
Il saggio soffio
di Salomone
canta le spighe.
Fantasmi mi parlano
di grasse e fertili terre
ancora vergini
da annusare.
Mi raccontano il profumo
della zolla rivoltata.
Il mietitore è pronto,
le risa affilate al punto giusto,
come rasoi aprono un ghigno
su visi pallidi.
Gli spettri fuggono
nell'abbaiar dei cani,
Tolgo il cappello
e preparo le mie guance
alla falce del diavolo.
Avrò anch'io il mio nuovo sorriso.
Sarà un'altra mattina,
il cielo cuce le sue ferite,
con aghi di pino
e balsamo di Galaad.
Il mietitore passa su di me
e lascia che ancora
le mie guance restino mute.
Domani,
domani mi rimetterò il cappello
e tornerò in questo campo.
Aspettando d'esser raccolto
da un pallido sorriso.
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