Il lascia- passare

Oggi ti hanno dato il passa- porto.
Ora vedrai che ogni misera zattera,
approderà al suo porto.
Da rive di marmo e ghiaccio puoi salpare
Con la tua vela gonfia
di grano e di miele...
Non sei più un verde rospo
solo nello stagno a gracidare.
Non sei più una sporca mosca
Al muro da schiacciare.
Nè un reietto e sporco ratto.
Ed ora spingi al massimo,
Sull'asfalto accelera e non ti fermare...
Spingi più forte, sempre più forte
per entrare nel castello di melma e fiele.
Dalle gonfie tasche pende,
il tuo perfetto lascia- passare.
Ora vedrai da ogni foro reale
Sul tappeto di velluto puoi calpestare...
Nel lezzo della pioggia di marciti fiori
Con gambe di duro granito
Nel fiume di cloaca già esondato
il guado attraversare...
Con chiodate scarpe d'avorio.
Senza mai scivolare!
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Commenti (2)
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Citarei Loretta Margherita19 settembre 2012
una poesia ben scritta, profondo il pensiero espresso, molto apprezzata
Giacomo Scimonelli19 settembre 2012
sempre profonda l'Autrice... Autrice nemica della banalità...versi scorrevoli e melodiosi
