10 ottobre 2009
Ezio Falcomer
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Il mio corpo dialoga col tuo corpo
lo penetra
ne dilago indiandomi
tu sconosciuta
venuta da un cielo d’autunno inatteso
congiura di dei
l’odore della tua pelle
trappola mortale
che m’incatena per sempre
a un paradiso
fatto di disordine di lenzuola,
cicche e birra da congelare
sei piccolina, mi dici al telefono
e ti sollevo
ti monto, un angelo
preso al volo perché non scappi
le tue cosce mi attirano spontanee
in una follia di nenie
e ritmi arcani
da sentirmi feroce alla fine
e glorioso nel darti
balsami di brividi e liquore
farti infrangere
maree una dopo l’altra
misteri di piacere
morte araba
mora d’amore
biondo di guerra
e sapore di chanel
tremi
tremo
suoniamo folate
e ti scopro
radioso lapislazzulo
inquieto
suda il tuo vecchio sporcaccione
a sbatterti
marinaio stalliere camionista
e osceni ditirambi sussurandoti all’orecchio
come un gioco di gabbiani
che si scoprono mammiferi
anima di sangue
cerbiatta divorata
straniero cielo
follia da decifrare
dentro cui morire in due
per una vita.
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Ezio Falcomer
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