Raffreddore
un Neo Citran giallastro
odore di limone sulla tastiera
sono i giorni acidi
come un vecchio giradischi
graffiami la gola
con la tua monotona ora
sempre lo stesso spelling per i tuoi alibi
il tuo datore di lavoro ti vuole in uniforma
lo stesso cotone da consumare
la lavatrice è nata per lavare
funziona è funzionale
come il lunedì e il martedì
e le scatolette con la linguetta
i sospiri limitati
le paure permesse
un traboccare di strazio
allagamento neurologico
fine tempo
poi un disegno normale
dalla finestra di un secondo qualunque
vedo un senso umano
negli indizi degli occhi
uno scalino logico radicato
una direzione
poi tu non mi parli e se mi parli
era meglio che stavi zitto
allora mi dimentico
come al momento della nascita
come al momento della creazione
una stupida perdita
inciampo
in un mercoledì alieno
e poi fumo
e poi smetto
e poi vinco
e poi perdo
e poi muoiono
muore la gente e fa male capirlo per davvero
ma tanto i figli crescono
e si fanno le torte
e si ride tanto
perché non si può piangere sempre
non fa bene
fine tempo
poi é un rewind di immagini
che ho di me
mentre parlo mi guardo attraverso
gli altri
ma cosa ne sanno gli altri
di me
ma cosa ne so io
di me
se non si stendono i panni
dopo un po' puzzano
é inutile cercare di cambiare
ma da qualche parte devo pur andare
e poi
é un giovedì stanco
forse ci sorprenderà la neve
perché stringe la gola ai pensieri
quando fa così freddo
riflette la luce su quella lama
anche nelle pupille degli altri
anche agli altri piace la neve
e si fanno anche le feste
mica si può sempre piangere
non fa bene
fine tempo
e poi io non ti dimentico
sei un venerdì mancato
qualcosa come un taglio
un buio
fine tempo
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Commenti (2)
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fabio galletti21 settembre 2012
tutta la tua stravagante personalità. a volte il vuoto ci sembra incolmabile passa tutto con la Poesia.
m
mfm Luigi Mancini21 settembre 2012
Unica davvero nel tuo genere. Hai talento da vendere e musicalità nel tormento. Suoni e immagini del tuo quotidiano vivere. Molto ma molto bella!
