Bambine
Perché ne eri così povera, sei stata tanto avara di comprensione?
Una mamma bambina
Mi raccontavi cose che dopo dette si nascondevano
e poi piangevano per giorni
Tu dicevi: ma ho solo te bambina come sfogo- scolo della vita
ed io ingozzavo pane e colpa
Per non saperti proteggere abbastanza
conservavo colpa come una reliquia
nella cartella verde fra le pagine dei quaderni
insieme a teste di fiore e scheletri di foglie
Per non saperti proteggere abbastanza
dalla tua vergogna: Venghino signori venghino!
nel baraccone col nano gobbo e la sposa bambina
Scivolavi leggera, inconsapevole quasi
della tua inettitudine di donna
che chiede di esserle madre alla figlia pischella
Ero una bambina con le trecce già pesanti di "male oscuro"
M' aveva fiutato
come l'inverno insidia lo scricciolo dal petto generoso
*
Certe cose ti si nascondono addosso
e quando meno l'aspetti te le ritrovi davanti
impettite come morti appena usciti dalla cassa
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L'autore
Manuela Mori
Nata il 4 Luglio 1957, è sposata senza figli. Laureata in Lettere moderne presso l'Ateneo di Pisa, da trent'anni lavora presso un'azienda privata del Centro Italia, come responsabile del settore contabilità e bilancio. Scrive versi per diletto. Alcune sue poesie state selezionate dal giornalista Aldo Forbice per il co
Commenti (1)
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DarioC 8521 settembre 2012
Molto dura questa poesia. Giudicare le vite altrui è sempre sbagliato, ma si può cercare di riflettere su quanto pesanti possano essere certe situazioni... Questi versi fanno riflettere molto! Traspare molta sofferenza, accentuata da certe espressioni sarcastiche (come il richiamo al circo...), molta amarezza e quasi la voglia di gridare "Io non ho colpe!".