Alla musa Talia- Il carro di Tespi
Malandato e sgangherato, traballando
nella strada bianca, giunge sollevando un fiero polverone
come nave nella nebbia a cercare approdo
il carrozzone
un'ampia aia, infine s'è arenato
arrembante di marmocchi, cani latranti
in uno starnazzare di galline spaventate
che spiumano al vento neve ascendente.
Quando è scesa la notte, sotto un sudario di stelle
"Romeo e Giulietta" si va a rappresentare.
Romeo, un signore attempato, con pancia prominente
Giulietta una matrona che riesce a contenere a malapena
le sue rotondità nell'abito di scena
ma, da quel petto balzellante
zampilla una vocina di rosa, e " Romeo, perché sei tu
Romeo" cade nel silenzio come lacrima di tuberosa.
Romeo con la triste allodola dell'alba nascente
incanta una platea sognante.
Famigli baffosi celano dietro ai quei peli duri
animi vogliosi
e le massaie si contorgono le mani, sotto
ai neri grembiali
i più piccini già sono in braccio a Morfeo
e poco lontano qualche adolescente di tenerezza
lacrimosa si sorprende.
E riparte nel mattino, con pollame e vettovaglie varie
il traballante carrozzone
che sogni ha affastellato a iosa in quell'aia ora silenziosa, l
l'insegue abbaiando un cane svegliarino
mentre dondolando la compagnia se ne va nel vento
chissà quanti segreti, con se portando...
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L'autore
malaluna
sono una maschera dietro la maschera scrivo sull'acqua: ciò che scrivo si assorbe e si cancella
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