Il mio silenzio urlato a nessuno
Sentitele queste voci
come pugni stretti
sbattuti su vetri sordi
a rallentatore
ad imprimere una forza svogliata
rigare muri di cartapesta
e sbraitare silenziosamente
con un'aggressione dipinta di rosso
una sgradevole sensazione di assenza
Sentitele queste gole graffiate
come mille corde di una chitarra bruciata
gettata nel corso di un fiume dimenticato
Sentitelo questo silenzio
come galleggia
come fa vibrare docilmente i vetri dell'anima
sgombra, svuotata
inopportuna nel suo pavimento di marmo
Sentitelo come il suo respiro
è lieve
quasi stanco
quasi infinito
Sentite questa rabbia sorda
perduta nel mondo
derubata negli occhi
usata, violentata nelle mani
Sentitele le urla
solo quelle che del silenzio si nutrono
solo quelle che fanno più paura
quelle pericolose
quelle che del silenzio
ne fanno la fine!
©
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