Ero solo un numero
Ero solo un numero
tra tanti numeri.
Un numero dispari ...
Che importa! non lo rivelo
per rispetto dei numeri dimenticati.
Anche la cella aveva un numero: 217
L’inferno era lì ad Auschwitz.
Quel numero conteneva tanti numeri
pari al numero dei reclusi;
uomini uguali a zero
nel disprezzo senza dignità.
Un numero impresso sul braccio:
un marchio d’animali.
Tanti numeri sono stati cancellati,
tanti anni son passati.
Odiavo il mio numero, ora non più
perché un numero primo superstite
testimone degli altri numeri seppelliti,
volatilizzati; numeri reali
nel macabro calcolo del razzismo.
Erano solo dei numeri in attesa della morte
che l’odio, la storia non ha soppresso
perché angeli della verità.
©
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