"aspettare"
e, sbattendo i pugni,
rovesciando un nero caffè
ti lascio, ti lascio, ti lascio dicesti
nella nebbia scomparendo, e
seduto qui da tempo immemore
aspetto che altro buon caffè tu ordini
per continuare il discorso interrotto,
per dirci le cose dette e non dette,
per accarezzarci forse ancora le fredde mani,
per proseguire il cammino intrapreso
tanto tempo fa in un agosto assolato,
lungo il nostro mare bellissimo
azzurro come i tuoi grandi occhi:
la nostra bellissima adolescenza;
in altra vita.
©
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