L'Onorevole
Gentile pubblico
ancestrale depauperamento
e antropologie etnografiche
del nichilismo imperante
in metafisiche del relativismo
fisiologico
-FIAT iustitia et pereat mundus
-sufficit diei malatia sua
-pecunia non olet
Postulanti pulsioni
di miasmi e impudicizia
e vessazioni soverchie
in voli pindarici
Apologie rapsodate
Per bacco come parla bene
disse uno del pubblico
ma ho capito solo la parola fiat
-rispose l’amico
se amministra come parla
ci spenna sulla graticola
mentre noi crediamo
d’esser su un trono,
quello con le parole è capace
di trasportare acqua con la scola pasta
Seguì fragoroso applauso
tutti finsero d’aver capito
e alcuni come topi
che scompaiono nel granaio
si dileguarono col terrore
che qualcuno tra loro
in vanitoso azzardo
su scie d'entusiasmi d'onestà
potesse chieder lumi
o intavolare un discorso
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Commenti (1)
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Lorenzo Crocetti5 ottobre 2012
Molto a proposito l'autore si sofferma, in questa ennesima poesia sociale, sul lingguaggio "politichese". Spesso si tratta di frasi involute, che non contengono senso o che, se un senso ce lo dovessero per caso avere, bisognerebbe pensarci di continuo per una setimana intera per interpretarlo. La gente ascolta e la maggioranza, non avendoci capito un'acca ma avendo paura a esprimerlo per paura di passare per ignorante, finge di aver capito. "Il mio afflato sociale oratorio vi giunge, gentili elettori, in una constatazione parallela alla evidenziazione di una prassi che sola può portare al realizzarsi assiomatico dell'empirismo sociale nell'ambito di un parallelismo universale che associ l'idea della frammentazione..."
