Vertigini
Anna Maria Scamarda
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Ma chi siete
voi
che come tarli scavate le mie ossa
e strappate il sole dai miei occhi
E derubate la voglia
di danzarla questa vita
in tutti i suoi colori
Ma voi
non avete colore
neppure quello del dolore
Perfino il pianto non è ristoratore
e intimorito
fugge via...
E il silenzio
stanco
abbassa le sue ciglia
ove il giaciglio tace...
Ed è come se di giorno
da sempre
avessi vegliato tutte le stelle
E di notte
la luna
si fosse eclissata per non sostituirmi
Sì da sembrare
un'oscura palla di paura
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L'autore
Anna Maria Scamarda
Commenti (1)
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Francesco Rossi6 ottobre 2012
La poetessa ha verseggiato una sensazione di cui molti ne siamo vittime, l'ha fatto con lucidità esemplare in chiari e trasparenti versi.

