Di fronte al Lago (Maggiore)

C'è una panchina
sulla costa dell'anima.
Si affaccia curiosa
e malinconica.
Di fronte al lago
annego il dolore.
La tristezza di vivere
in mezzo a gente
senza cuore.
Non invidio nessuno
né l'arroganza dello sbruffone.
Non vorrei essere mai
come quelle donne maligne
e velenose.
Lascio libero il mio cuore
di andare altrove
ma non tra gli uomini
abituati ad odiarsi
ed a farsi del male.
C'è una panchina
su cui siede la morte
che guarda negli occhi tutti quanti
e ride
dei giardini della cattiveria.
Non credevo che nel mondo
ci fosse tanto male
nascosto e mica tanto
dietro maschere di finto onore.
Mamma, tu che mi dicevi,
tutto il mondo è paese
ma io in questo mondo
non amo né luci né ombre.
Ho imparato ad odiare,
a mentire e ad uccidere.
La società mi ha insegnato
di non credere all'amore.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
G
Tutte le opere →
L'autore
Gianny Mirra
GIANNY Quanti silenzi chiusi nel cuore quante parole che saettano come frecce. Forse credevi che fosse un mondo pieno d'amore ed invece eccolo qui
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!