Un raggio di sole
Nella stanza priva di luce
lo spazio sfuggente
mi riempie d’angustia.
Movimento silenzioso di labbra,
vaga indecisione degli occhi,
lieve mutare della voce
e vacua inclinazione
verso la guerra inutile
di un esercito senza stendardi.
Mi volto indietro
ad osservare le schiene
dei poveri vinti.
Immensa vile sconfitta.
Tra il fango e i giunchi
affiorano vaghi pensieri
e il sogno si smorza
in un raggio di sole
che indora il letame.
Negli occhi trascino
la miseria di tutte le incongruenze
e porto con me
il futuro nel passato.
Attraverso una ripida scala a spirale
scendo pensoso nella mia anima.
©
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