Oggi mi rimo (scelto)

Oggi mi rimo scelto
mi paro davanti a questo specchio
metto la corona e impugno anche lo scettro
Chiamo al voto gli alleati
che ho deliziato di suffragi
me li intorto bene bene
promettendogli il potere
a quelli che stan sopra
gli mandero una rosa
forse è poca cosa
una sola ma profumata rosa
meglio un ovazione
sa più di suddizione
(sudditanza non entrava nella stanza)
Al diavolo l'eguaglianza
la giustizia e l'arroganza
voglio fare il leccaculo
quattro punti un asterisco
due parentesi e una minchiazza
(vale quanto sopra)
con quattro parole me la sbrigo
cavo il ramarro dal mio frigo
una bacchettata all'insalata
e... voila'
il verso è servito
riempitevi la panza
se gradite la pietanza.
©
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L'autore
Turan
Commenti (2)
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I
India9 ottobre 2012
Dopo i primi tre versi già ridevo come una matta (ed io non sono facile alle risate), Più andavo avanti più mi sbellicavo. Credo che i refusi siano voluti. Molto molto carina.
perlanera9 ottobre 2012
ebbeh... i leccatori hanno meriti "ad onorem" in qualsiasi campo e si sostengono l'un l'altro... per loro è sempre stagione di gelati e lecca lecca... (io mi diverto un casino ad osservarli, ma guai a esprimere con sincerità quello che vedi... sei subito accusato di insensibilità e bla bla bla!). Ci scommetterei il comodino di mio nipote che anche tu ti sei tanto divertito a giocare con carta, penna e un sano, ironico spirito d'osservazione!

