Vajont
Seppure a volte impetuoso,
da sempre la valle solcavi:
non eri, per nulla, famoso;
i campi soltanto irrigavi.
Ma questo all'uomo non piacque!
Perché non sbarrare 'l suo corso,
perché non sfruttar le sue acque
per farne un uso diverso?
Così costruì quella diga
(la più alta che c'era in Europa)
in quel luogo che ancora "grida"
contro chi fece tal scelta.
Un monte sovrasta la valle;
la terra, si sa, non è salda;
più volte piccole frane
mostrato avevan sua falda.
Così fu che una sera,
dal monte che Toc è nomato,
si stacca una fetta di terra
che invade l'nivaso creato,
alzando un'onda mostruosa
che a valle s'abbatte furiosa.
Deserto e morte produsse
quel fiume di fango impetuoso;
intieri paesi distrusse
appresso che un vento furioso
presago nunziasse la fine
del posto che fu Longarone.
Il tuo scorrere sarebbe durato
nella valle che porta 'l tuo nome;
tu avresti, come sempre, aiutato
nella vita quelle pesone
che oggi, purtroppo,
sono solo nei nostri pensieri
e preghiamo nei cimiteri.
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Commenti (1)
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poeta per te zaza9 ottobre 2012
Hai scritto bene di quel tristissimo fatto. Mi hai fatto ricordare che la mia classe quinta scrisse ai nostri coetanei di Longarone e l'evento ci aveva molto colpito.
