Canto solitario

Invaghita
da un sogno rubato
corre verso un universo
creato con fili di speranza
mentre s'infrange
il suo canto solitario
nel profondo della sua anima scolorita
lasciando dietro orme di dolore
Avvinghiata
da tenaci legami
si schianta
nella morsa amara del rimpianto;
schizza fuori
il suo cuore pulsante
battendo ancora il ritmo
del tempo che si è fermato
Complici note musicali
emanate dal suo spirito ciondolante
corrono in soccorso
delle sue ore malinconiche
sollevandola nell'aria sottile
per farla planare
nel respiro
delle onde del mare
Scorge lontano un angolo di luce
in un nuovo mattino di sole
dentro di sé sente un lamento
una voce che non sa spiegare;
forse un pregare
un ritornare ad amare
per poter l'anima
di nuovi toni colorare.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Gianna Occhipinti11 ottobre 2012
Lirica dai toni malinconici che mette in risalto il tema della speranza... a volte disillusa ma, pur sempre, la forza trainante di un cammino d'amore, sostenuto da una fede profonda. Bellissima poesia, complimenti!
L
Lenzo Giovanni11 ottobre 2012
" ... Forse un pregare ... " . Mi piace!... perché ritengo sia molto di più; ovvero, quando pregare non è un ripetere od inventare vuote, inutili parole, ma un moto interiore ed un suono dell'anima che spesso nasce dal dolore e dal bisogno di ricevere e dare amore; un'energia viva, un ponte che ci mette veramente in contatto con la dimensione spirituale, dove i nostri bisogni ed i nostri desideri traggono dalla loro stessa forza ed intensità la capacità di creare la realtà desiderata.
