"mio caro frugoletto"
e, non so se ci sarò,
quando
gli occhi al cielo spalancherai,
le mani verso l'alto stenderai,
curiosamente le mani agiterai,
un grido di gioia infinita emetterai, e
quando
nel prato curato della nonna correrai,
i fiori coloratissimi annuserai,
il primo libro di fiabe sfoglierai,
la cartella a tracolla porterai, e
quando
di me chiederai, del nonno volato via
troppo presto in un baleno silenzioso
senza far rumore e dar molto fastidio,
ti diranno ch'ero forse un brav'uomo,
che ti avevo a lungo aspettato, atteso
che intravedevo per te mirabilie immense,
che volevo cullarti sul mio vecchio pancione,
che avevo ripassato le mie antiche storie
per dirtele, ed indicarti il sentiero migliore, ed
allora una lacrima ti scivolerà sul tuo sicuro bel viso,
quando mi parlerai con la mia foto in mano
e mi rimprovererai di non averti aspettato,
di esser fuggito ai miei doveri di nonno,
di guardarti ora dall'alto sopra una nuvola
e dirti sempre, per sempre infinitamente
io ti veglierò qualsiasi cosa accada:
mio caro frugoletto
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Commenti (3)
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Laura Sensoli11 ottobre 2012
Poesia che ha velato i miei occhi. Dolcezza infinita tra le rime di una dedica splendida a chi saprà interpretarla e leggerla! Complimenti! Però ora non pensarci!
Alberto De Matteis11 ottobre 2012
L'ho letta con tanto di lacrimoni agli occhi. Lirica stupenda, ben stilata, coinvolgente. Complimenti.
Giovanni6211 ottobre 2012
Stupenda dedica al proprio nipotino, ogni verso incanta per la delicatezza con cui vengono trattati temi come la morte e il dolore. Meravigliosamente bella.


