Nel lasso di un riverbero accennato
Nino Vicidomini
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Si affaccia ottobre
sui licheni sparsi,
nell’onda di lapilli vesuviani,
con tenui intrecci di azzurrini e viola
e mette alle ginestre senza fiori
raggi improvvisi di finito sole.
Ha la pineta una crescente voce
di terra vecchia
e va dicendo in giro
il suo passato.
Intenti ad un susseguo conosciuto
aspettano i vitigni alle pendici.
Tutto il vallone brulica di linfa
e narra storie antiche,
nel lasso di un riverbero accennato.
Un cielo nuovo ha fluide armonie!
Chiedono spazio, nell'arco di luce,
pensieri nuovi
e stemperano affanni.
Si scioglie nelle vene
un pianto a nodi!...
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L'autore
Nino Vicidomini
__________________La mia infanzia è scritta sulle scialbe facciate dei palazzi secolari della strada che mi svezzò con il metodo antico. In quella strada vestita di storia che affaccia al Vesuvio io vidi la luce nell’umido basso di un angusto cortile; partorito sul lucido marmo del tavolo in noce c
Commenti (1)
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Liber mente7 novembre 2012
E' poi: l'autunno porta via le foglie al pianto del vento del freddo inverno. Bellissimi e profondi versi, d'armonia al mondo.

