Il divenire di un sogno
Sei uscita col tuo ombrello
pieno di colori,
sotto la pioggia,
masticando la speranza con i denti
dell’arcata superiore
Non sei più tornata.
Solo venti gradini
ti separavano da me
ora rimane una porta sprangata
e oltre, fiori coperti dal gelo
Sei andata via così in fretta
che orde di sciacalli
approfittarono per entrare
nel tuo paradiso
il verde che avevi scelto
per i tuoi pavimenti
saranno calpestate
da un’ingiusta arroganza
e le piccole decorazioni
saranno sommerse
da scartoffie
ingiunzioni, appelli,
udienze, firme
e controfirme
al posto dei tuoi cappelli
e di angeli e santini
riposti sulla credenza
Altre chiavi apriranno
quella porta
e non saranno più i tuoi
quei passi che tentarono
di entrare in un sogno,
mentre i miei salgono
una rampa di scala
e si allontanano da tanta crudeltà.
Tutto passa, si dice.
Passerà anche questo ricordo
che aggredisce con insistenza
le mie lacrime autunnali
Forse in inverno o in primavera
tutto mi sembrerà meno triste,
più accettabile quel passo
che varca il destino del tuo sogno
©
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Commenti (2)
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Carlo Sorgia13 ottobre 2012
Si percepisce in questi versi la necessità di urlare parole di giustizia e la ricerca di una serenità difficile da rincontrare.
Turan13 ottobre 2012
e ce l'hai messa bene in versi questa emozione... mi pare anche a me d'essere su quella scala... forse perché ad un certo punto della vita... più o meno tutti, ci siamo trovati su una scala... bellissima.

