Degrado e sfortuna
Una gazza ruba una parrucca
per farsi il nido
dimenticata sul tetto di una macchina
FIAT...già una sciagura la marca,
più in là un topo agonizzante
soffocato in un preservativo
tra l'ilarità di una puttana
che si rifà il trucco col sangue
di un gatto morto schiacciato
e due cani ringhiano
per contendersi una dentiera
persa da un vecchio claudicante che ha firmato
il mancato ritrovo con bestemmie
stampate ai muri
e queste scene non infastidiscono
due passeri intenti a scopare
sul manubrio di una bicicletta arrugginita senza ruote,
proprio mentre sto narrando
complice anche il vento,un burbero perseguitato
dai bigotti del posto
finisce incappucciato come un boia dalla caduta
a picco delle ricamate mutande stese dalla Contessa
e nella distrazione di annusare
viene stirato
sotto un tram tra l'urlo dei presenti,
l'amore in questi regni di cuori a zonzo
è fingersi partecipi delle sciagure,
poi un corvo nero incrocerà le ali,
girerà come al solito compiaciuto
le pagine del racconto
-Dio dall'alto prende sempre appunti
sui prototipi non riusciti
e fa un'altalena con la testa
appesantita
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Commenti (2)
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Cristina Khay22 febbraio 2007
”Proesia” molto articolata, centrata sulla descrizione. Bella la chiusa. Hai il dono dell’effetto.
Nellabernardi22 febbraio 2007
è la libertà dell'uomo che lo inceppa e non Dio con i suoi prototipi non riusciti, se tu inventassi una macchina infernale con la quale tutti si ammazzassero Dio che colpa ne avrebbe delle tue invenzioni? Ma sicuramente non avrò capito un cappero io, purtroppo non sono una gran aquila!

