Autunno
Esisteva un tempo una stagione;
o un giorno di festa;
ondeggiante come il danzare delle foglie al vento.
Volava tra i paesi con profumi agri e pungenti,
che ad arte racchiudevano l'ebbrezza dell'uva,
e della natura che andava maturando.
Tardivi torrenti di luce;
tra i granai ricolmi, e il vino nelle cantine;
sangue purpureo delle vendemmie,
poi il sole crepuscolare;
perso fra i giorni di settembre andava precipitando.
Il legno si assopiva nelle cataste gelando;
con la stessa arte di ogni anno,
il silenzio stabiliva il suo regno stregato
frutto o fiore raccolto si andava addormentando per l'inverno.
Per poi in primavera; sempre con la stessa ritmica,
del giorno e della notte, svegliarsi dal lungo freddo sonno.
Per l'eterno splendore della natura che nessun uomo conosce
il suo destino.
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