Al limite di una carezza
Nino Vicidomini
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Ti avverto di un alito caldo
e come t'avessi alle spalle
mi sfiorano i tuoi capelli
mi arriva un fugace tuo bacio
che copro all'istante
posandoci sopra la mano,
leggera,
al limite di una carezza.
E sempre mi sfuggi.
Ma forse tu poi non sei quella
che ieri mi disse parole
di bene, d'amore, d'incanto
celandosi dietro a un Avatar.
Sei l'altra che il viso conosco;
sei quella? E allora che dirti!?
Sapessi il mio ansito greve
che avverto,
che scaccio, che bramo
e in conflitto poi situo,
ambito trofeo,
su culmini alti,
ai cigli delle mie ascese
e poi crollo; ricado
conquiso, umiliato, offeso ...
Tu resti sospesa ad un filo
che al niente potrebbe spezzarsi,
sorretta dal tuo virtuale:
incognita, vera e bugiarda.
Ed io
che non posso lambirti
nemmeno
t'aspetto d'inutile indugio
nel magico, apatico,
abulico mio reale,
se vieni. Ti aspetto.
©
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L'autore
Nino Vicidomini
__________________La mia infanzia è scritta sulle scialbe facciate dei palazzi secolari della strada che mi svezzò con il metodo antico. In quella strada vestita di storia che affaccia al Vesuvio io vidi la luce nell’umido basso di un angusto cortile; partorito sul lucido marmo del tavolo in noce c
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