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Famiglia 22 ottobre 2012 · lettura 1 min · 4017 letture

Il triciclo rosso

Patrizia Ensoli 1223 poesie pubblicate
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Sono volti stanchi i miei ricordi come gli alberi dei viali immobili cipressi solitari che accompagnano quel bianco freddo dove un tempo venivo a trovarti correndo da sola tra foto estranee ma familiari e piangevo (dentro) mentre a ritroso ripercorrevo il viale delle tue risa mani adulte mi riconducevano a casa sorde al pianto bambino mentre tu lì sfiorivi - il triciclo rosso - sul quel balcone arrugginiva
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Patrizia Ensoli

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Commenti (12)

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Nicolina Macari22 ottobre 2012

Percepisco leggendo quel pianto sofferto che commuove... triste ma incantevole poesia Patrizia.

Il triciclo rosso, icona di sogni bambini, resta nell'immaginario come testimone inconsapevole di un sentimento- amicizia, amore?-non compreso da "mani adulte" che riportano a casa chi non ha ancora voglia di tornarci per non abbandonare una persona cara( forse la sola effigie, con cui parlare ricordando...) dolce malinconica nostalgia aleggia in ogni verso, dipinta sapientemente. struggentemente bella

Poesiaerre22 ottobre 2012

ricordi tristi di un'assenza che s'accavallano a ricordi precedenti della presenza... Ricordi che nel proprio vissuto rimangono tatuati dentro per non dimenticare ...mai...

Giacomo Scimonelli22 ottobre 2012

si legge tristezza in questi intensi e sentiti versi che mi commuovono e stordiscono... immedesimandomi nel dolore dell'Autrice son rimasto davvero senza parole... scorrevole ed efficace

Berta Biagini22 ottobre 2012

Sempre più commossa via via che i versi scorrono – struggenti ricordi che non trovano pace – solo là trovano uno scopo, seppur la tristezza e la solitudine attanaglia.

S
Sadness22 ottobre 2012

uno scenario antico e triste, forse nemmeno triste ... qualcosa che si sperava evolvesse diversamente o semplicemente ricordi d'infanzia; un'immagine molto suggestiva

Idalgo Visconti22 ottobre 2012

Commovente ricordo di una morte prematura, si rivede la bambina che percorre i viali del cimitero fra quelle foto di visi estrenei... e la foto del bambino compagno di giochi... che correva nella fantasia dell'autrice nel cielo con il sui triciclo rosso... Bella se pur l'argomento stringe il cuore...

Donatella Pezzino23 ottobre 2012

Mi fa pensare allo struggente dolore provato per la perdita dei nonni, che erano soliti aspettare la visita dei nipotini tenendo loro da parte quel triciclo rosso... che adesso resta ad arrugginire con la tristezza di qualcosa di magico che non tornerà più...e il cui rimpianto si rinnova sempre, dolorosissimo, lungo quel viale di cipressi... splendida e commovente lirica, davanti alla quale mi inchino ammirata!

EnzoL23 ottobre 2012

sono stato fortunato a leggere in anteprima questa poesia così struggente che tocca, i ricordi d'infanzia si fanno vivi nel ricordo di un addio un triste addio doloroso... be lli ssi mma

Versi molto belli in cui la dolcezza e la malinconia si abbracciano, lasciando il posto ai ricordi che vivono nel cuore della poetessa.

Elle25 ottobre 2012

Una poesia che racconta molto di più di quello che trasmette e c'è un dolore sordo che nessuno ascolta e che resta (dentro)... che ora si svela. Quelle mani adulte che non sanno fare ciò che avrebbero dovuto allora. Un ricordo che è rimasto ben sotterrato che riaffora con le sue spine appassite. Un ricordo presente che ritorna ogni tanto... perché ha uno strascico di pianto, di lacrime inascoltate che riecheggiano ancora.

Paola Galli31 ottobre 2012

...una dedica struggente, un ricordo bambino che non scolora quel dolore, quella corsa verso l'incontro con una foto, cercando di ricordare... di mantenere il contatto, e poi il ritorno lungo il viale con il pianto sordo dentro!! toccante, davvero!!