Tra i pampini risvolti dei vitigni
Nino Vicidomini
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Ti aspetterò
lasciate le mie ansie
oltrepassate le Casine Rosse;
là dove intona soavi melodie
e schiude brezze
vestendomi di luce
la chiarità solare.
Ti parlerò di Goethe e di Byron.
nei liberi silenzi
di giorni luminosi;
là dove ha secoli
e mi conobbe acerbo e battagliero
un amico carrubo.
Rievocheremo Joyce e Seferis
tra i glicini copiosi delle ville,
tra i pampini risvolti dei vitigni
che accennano
vecchiezza in dissolvenza.
Io sarò là,
passata la ridotta di Trecase;
sulla via nova
che dal declivio mena fino a Torre
e mette sui crocicchi
antiche dissonanze fascinose
in trasparenze soffici
che creano pensieri luminosi.
Ci inoltreremo fra i ruderi annosi.
Nel largo dei cortili
ti svelerò i fragili miei intrichi
e ascolteremo voci di conchiglie
che un tempo raccoglievo giù all'Oncino.
Vieni ed un mare in collera
in me si placherà.
©
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L'autore
Nino Vicidomini
__________________La mia infanzia è scritta sulle scialbe facciate dei palazzi secolari della strada che mi svezzò con il metodo antico. In quella strada vestita di storia che affaccia al Vesuvio io vidi la luce nell’umido basso di un angusto cortile; partorito sul lucido marmo del tavolo in noce c
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