Notte azzurra
Giovanni Chianese
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Notte di malefici sentori
fradicio ero da martellante pioggia
brandelli volavano nella bufera
T’avvistai nel giardino delle fate
farfalla azzurra dei miei sogni
toccarti non osavo tanto erano
belle e delicate quelle ali
Scendesti dal beato universo
svincolando nella pura essenza
su labbra screpolate ti poggiasti
ad asciugar gocciolanti lacrime
Ammainasti su di me
ad addolcire quell’acida notte
sorrisero gelide guance
rigido inverno d’incanto brillò
come il sole di primavera
Stregato d’avvolgenti ragnatele
misero mistero di specchi rotti
e da stridente morsa dei rimorsi
camera iperbarica della tortura
nessuno osava più sfiorarmi
Ancora tu e solo tu
in questa atmosfera d'incanto
sai come porgermi la mano
a scongelare resti di un’anima infranta
Dissi ora che tristezza è svanita
portarmi con te lontano dal letargo
resterò a guardarti nell'incanto
della mia consapevolezza
Raccoglierò delle tue carezze i frammenti
li userò come terapeutica lozione
del mio tramortito umore.
Sai adesso saprò vivere di te
si è aperta quella strada del muro
alle oleose ali della vita
Massaggiami col tuo esaltante umore
raccoglierò di te i frutti dell'amore
e racconterò la nostra gaudente vita per sempre
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L'autore
Giovanni Chianese
Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na
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