Freddo
osvaldo maffeo
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Lentamente il freddo sale,
così, nelle flaccide membra
si manifesta il dolore di questo male.
Nulla è quello che sembra,
la realtà raggiunta è infame,
il corpo è diventato la sua ombra.
Non resta molto di quel legame
perso ormai il calore dell'antico tempo,
che cambiato è dalle taglienti lame.
In questo mondo son io è qui m'attempo,
a cercare ogni giorno a parare l'inganno
del finire il tutto in quel maledetto lampo.
Sognar ancora quei sorrisi che pochi sanno,
beffato son dall'amore che dentro stringo,
violento il corpo, è così mi appaga l'affanno.
Questa vita non è stata vana e non la respingo.
L'amore assopito, dal letargo si è già risvegliato,
dormire, d'inverno deve, è allora lo costringo.
Ricordare e sognare del tempo andato,
lasciare al freddo le flaccide membra
l'antico calore è solo ricordato.
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L'autore
osvaldo maffeo
Commenti (1)
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Giacomo Scimonelli2 novembre 2012
riflessioni profonde ed intense che ricordano ad ognuno di noi che controllare il proprio respiro d'Amore... le proprie sensazioni è possibile quando si capisce veramente il motivo della nostra esistenza... non rinnegare il passato e vivere il presente non dimenticando mai che anche il cuore come l'anima tante volte è giusto che si riposino come è giusto che si risveglino dal torpore della vita ...versi che apprezzo

