Halloween dentro me
Fantasmi disegnati nei contorni
come sagome di sole parole
mai dette per svuotarsi
mai urlate per ribellarsi
mai sussurrate per capirsi
Scherzetti sono le offese gratuite
che amici ignoranti riversano a mò di spazzatura
sul precipizio di una discarica
Dolcetti sono gli occhi che non hanno ancora seppellito le lacrime
mani che non hanno ancora suonato strumenti sbagliati
lingue che leccano ancora gelati al sapore di amaro
Sono tenebre queste mie impressioni
queste leggere imperfezioni
ed impercettibili muovono il mio stomaco
fatto di ingarbugliati e sempre maestosi rumori
E' la mia notte di ottobre che semina terrore
che si unisce alle prossime di novembre e dicembre
contando pecore morte all'ora del sonno dispettoso
E' una notte che di pauroso non ha nulla
a dispetto della mia inguaribile e terrificante solitudine
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Patrizia Ensoli31 ottobre 2012
Arriva forte e chiaro il senso di solitudine che l'autrice descrive, attraverso metafore che rappresentano il buio, streghe, fantasmi terrorizzando i sogni degli uomini... ma il messaggio che mi arriva è anche che, la solitudine spesso, è causata dai vivi, capaci di rendere gli incubi vivibili in piena luce!!
