Candide s’arrendono

Candide si pongono
le aghiformi fronde
e gravide di coltre
arrendono
all’impeto che spira...
tonfi
che ovattati echeggiano nell’aria
gelida ma ricca di silenzio
mentre un timido spicchio di sole
capolino ora fa tra le nuvole.
Statica mormora
la natura
e sussurra rimpianto
nel bianco torpore che l’ammanta
...come gemme i ghiaccioli in stasi
penduli tra gli algidi rami
gocciano riflettendo abbagli...
così che sto cuore coglie
gelido afflato e bacio...
e in quel candor che tutto ammanta e prende
spunta insolente e sorprende
un magico bucaneve solingo.
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (1)
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D
Darius3 novembre 2012
Panorama invernale tra queste rime che interpretano lo stato di torpore che invade la natura per il gelo che si appresta, ma è un immagine che inneggia alla bellezza del creato anche in questo suo inamovibile stato. Risalta tutto l'estro e l'abilità della poetessa nel descriverlo che stimola i nostri sentimenti. Brava, complimenti!
