Canne di bambù

Un forte vento
ondeggia
le canne di bambù,
le piega al suo volere
e le inginocchia;
come tenere verdi foglie
sembro quasi sentirne il lamento,
ma è il vento che ulula
spoglio d’ amore
Questa lotta contro il vento
scompiglia i miei capelli
m’ aggredisce prepotente
mi spinge su un viale di sassi fa quasi male
e mentre aspetto
mi rifugio nelle verdi caverne
è la pioggia che mi bagna
e scorre sul mio corpo
alzo le braccia al cielo
assaporo l’umido sul viso
di quel velar del cielo
sono forse le mie lacrime
le mie lacrime che dissetano fiori e amori
questo fruscio sommesso
di canne al vento
del mio cuore e tenere dolci foglie verdi
dovrà pur finire.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
A
Tutte le opere →
L'autore
Agnese Giallongo
Giallongo Francesca Agnese è nata a Milano, è vissuta in collegio frequentando fino alla 5 elementare. All'età di 16 anni si trasferisce in Germania dove lavora si sposa, ha 3 figli ed è nonna di 5 nipotini. Da 12 anni si è trasferita in Sicilia in una località sul mare e lì è nato il suo amore per la natura .
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Nino Vicidomini4 novembre 2012
Certo che dovrà pure finire. Intanto tu ne hai preso spunto per elaborarne il sentimento; la situazione ha fatto tornare all'opera il poeta che c'è in Te. Intriso di dolcezza, di dolore, e di malinconia questo pezzo.
