Sul tempo che ci resta
Apro i cancelli dell’impossibile cercarti per l’universo
e mi accontento di trovarti nelle tue briciole.
Adesso la mia arte è amarti,
la mia arte è tenerti per mano, la mia arte è sognarti.
Io abbraccio di te l’anima della tua anima,
amo quello che tu sei, tremo d’amore,
amo l’assenza del tuo amore, amo il mio amore impazzito.
Questa notte ho pregato l’amore di sognare
e avere il forte desiderio di te.
Tutto nasce dalla tua pelle perfetta, dal tuo sorriso perfetto,
dal tuo viso perfetto, dal tuo corpo perfetto,
e con la tua mano liberi il mio disperato cuore dalla diffidenza.
Anche per pochi istanti, ti prego,
non fermarti, amami delicatamente.
Con gli occhi miei chiusi io invento il tuo bacio,
io invento le tue carezze, io invento il tuo darti e donarti
nel tuo profondo di donna in letti di neve.
Ad ogni carezza tu cambi l’invito verso il paradiso amaranto.
Non fermarti, guidami mentre accarezzo l’idea del sogno inascoltato.
Tu rapisci tutto il mio amore e il sogno mio muore.
Non rendiamo freddi e aridi i nostri cuori,
altrimenti detesterò il respiro pure dell’anima mia distratta.
Non è più affetto quello che trabocca dal mio cuore turbato,
ma è simile ad un amore sofisticato.
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Commenti (1)
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Jack Pastore7 novembre 2012
Strano ma non troppo vedere che una poesia come questa non abbia neanche un piccolo commento... Sinceramente non riesco a leggerla e passare oltre, senza sentire almeno il dovere di dirti grazie. A mio modesto parere è bellissima, come altre tue che ho letto... Spero di leggerne altre.