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Riflessioni 4 novembre 2012 · lettura 2 min · 877 letture

Quattro novembre

L
Lucillo Dolcetto 210 poesie pubblicate
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Vittoria si, ma a quale prezzo! Quanti furono i soldati caduti? Quanti i civili dal morbo colpiti? (la spagnola) Il Piave rosseggia del sangue di tanti quel giorno di Maggio, guadato dai fanti. Quanti, quel dì, a Primavera inoltrata, eran tra coloro che perser la vita, di quelli che in piazza avevan gridato si alla guerra, al nostro intervento? Dalla Sardegna il giovin pastore fu, allora, mandato a morire; fu tolto dal pascolo dei docili armenti, costretto ad uccidere altri innocenti, al pari di lui alla guerra chiamati. E a quell'altro che in Sicilia viveva, che di Trento e Trieste nulla sapeva, fu detto: "la Patria ti chiama, tu devi amarla più che la mamma". A questi ed al altri milioni di uomini imberbi, ignari molti, perfino dei nomi dei luoghi dove andavan a morire, si chiese il sacrificio per un'idea che loro non potevan capire. Ci fu chi che dopo l'Isonzo, li accusò per Caporetto quando, invece, fu nel Comando che si appalesò grave difetto. Con Diaz alla guida ci fu la riscossa: Vittori Veneto fu conquistata; l'Austria fu alla resa costretta.
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Scritta quando oggi era la giornata della Vittoria ed era feta nazionale.

L
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Lucillo Dolcetto
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Commenti (2)

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Nino Vicidomini4 novembre 2012

Trasparisce tanta ingenuità questa composizione semplicissima che viene a fare il punto sulla giornata memorabile italiana. Con ritmo seppure non suadente dice quello che vuole comunicare

A
Antonio Terracciano4 novembre 2012

Anch'io mi sono sempre chiesto (e c'è una mia vecchia poesia a tal proposito sul sito) a cosa è servito partecipare a quella Grande Guerra, prenotando in tal modo forse anche la seconda. Tutto sommato, Trieste e Trento erano bene integrate nell'Impero austro- ungarico (e mi risulta che ancora oggi c'è qualcuno, lì, che rimpiange i "bei vecchi tempi") , per cui tutta quella carneficina fu forse fatta con lo scopo principale di arricchire gli alti gradi dell'esercito e le ditte produttrici di armi (e sfoltire cinicamente la popolazione italiana un po' in eccesso) .