L'errare divino
dove il trascorso
estensione non cela
abitare si fa
dagli abissi, in verticale
dimora scheletrico
assieme a larve giace
o nella polvere
dall’accecante presenza
che tutto solare
avvolge esiliato
tristi a volte ritornano
o gioiosi di fronte
a ciò che fu sospeso
al di sotto della linea
a mezza strada nella notte
pallide scie segnalano
l’attaccamento
di un’estasi all’altra
dove l’avvenire
verticale non cela
mai abitare si fa
dagli abissi, in orizzontale
ha casa e capo nasconde
sotto l’orizzonte profeta
di rose nasciture fascio
di possibilità e dono
ma nell’erranza
sempre la porta imboccammo
al dramma volteggiando
e all’attenzione
©
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L'autore
paolo corinto tiberio
Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto
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