Calpesti nuvole
elena rapisa
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Sempre ti attendo a lato del cancello
dove odora il gelsomino
e l'arida voce del vento narra di salmastri aromi.
Nel giardino ho raccolto fasci
di rose gialle e crisantemi bianchi.
Ho gettato gravosi pensieri
oltre lo steccato del tempo,
mentre l'occhio affronta il cercarti.
Quell'incedere flemmatico,
lo sguardo lanciato al riconoscermi,
distratto pensatore assuefatto al mio esserci,
eppur sorpreso
dall'attesa perfezionata nel ritrovarmi.
Ancora ti attendo,
seppur sfiorito è il gelsomino
e le rose, intirizzite e deluse
hanno accettato il loro perdersi nell'autunno,
in voli stanchi di petali
senza più vibrazioni, ferme,
al limite dell'inverno che preme.
Ora ti scorgo,
ma non odo calpestio,
ti aggiri oltre le nuvole.
Piove
©
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L'autore
elena rapisa
Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do
Commenti (2)
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Elle7 novembre 2012
dolcissima nostalgia ogni tanto riaffiora... ed è bellissimo il modo in cui l'hai descritta.
Paola Vigilante7 novembre 2012
Ricordi intrisi di nostalgia si riaffacciano alla mente facendo rivivere attimi passati. Sensazioni espresse attraverso le immagini dei fiori che sfioriscono al freddo dell'inverno perdendo la loro vitalità. Il ricordo è vivo e dolce. Versi molto piaciuti pur nella loro vena malinconica.


