"egocentrismo"
e, scapestrato fui e me ne vergogno,
non ebbi in conto nulla e nessuno
il mondo ero io, solo io e soltanto io
nessuno contava più della mia persona, e
l'egocentrismo è un gran male,
ti fa fare cose che non vorresti mai fare,
ti credi superuomo, un grandissimo signore
gli altri al tuo cospetto sono solo formiche, e
poi ti accorgi che intorno a te c'è umanità,
che ti comprende anche se non compresa,
che ti regala senza chiedere un fiore,
che d'un tratto di offre amore, e
tu rimpiangi il tempo perduto, andato
tra mille inutili corse e vuote cose
ma il dado è tratto e non v'è più speranza
di tornare indietro.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Splendido Leotta Michele10 novembre 2012
come pillole da ingoiare attraverso la riflessione, un consapevole attribbuto umano si decanta dove il cuore stizza perplessità e rimpianto, ponendo al cospetto quel tratto di speranza che ora sentenzia il perduto fra le immagini del passato...è una grande e sentita POESIA,
C
Claudio Toccafondi10 novembre 2012
L'Autore, che dopo un breve periodo di riflessione è tornato in grande "spolvero" di belle poesie spesso connotate da profonda riflessione, svolge qui con canto dolente e rammaricato il tema del "make" fatto, cui non è (più) possibile porre rimedio alcuno. Purtroppo nulla possiamo fare e ne è ben consapevole il Nostro splendido poeta cui va attribuito un applauso anche per il coraggio di affrontare un argomento così difficile
