Mare d'erba
Rotola piano in un mare d'erba fradicia di antichi desideri,
centrifuga il tuo io dimenticando il tempo padrone,
il tempo che richiama la tua presenza alla cena del quotidiano ripetersi.
Scaglie impazzite riaprono ferite mai rimarginate
che per fortuna hanno ancora la forza primogenia nel tenerti vivo.
Vivo in te stesso, vivo nel tuo essere speciale
in quanto unico signore del tuo pensiero,
libero di poter urlare alla luna
e aspettare silente una risposta gentile.
Si scontrano all'orizzonte neri e lucidi sassi,
cozzano tra di loro
scagliando in aria scintille di sensazioni mal digerite,
antiche visioni di sentieri alberati
portano dolce il loro profumo mai troppo respirato.
Il pensiero si forma all'incrocio degli occhi,
sfiora il naso immobile su di una linea lontana
e si plasma nelle mani ruvide di vita
che aspettano avide sin dal tempo immemore della prima luce.
Il tempo è passato e il tempo ancora verrà,
il gioco del sentirsi si è appena riproposto
nella sua accecante verità, tutto è bianco e tutto è semplice,
la rugiada di nuovo scorre nella direzione intagliata.
Silenzio, il mare d'erba freme sotto di me
e più nulla si ode, sia giusto così.
©
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