"Notte"
La notte non vorrei mai
sentirla arrivare,
solo avvertire il suo alito fetido
carezzarmi il collo
m'induce a rallentare i pensieri,
scrollandomi di dosso me stesso
indossando una pelle
acquistata nel corso degl'anni
da guitti teatranti
frustrati da intense stagioni...
La notte, cloaca ancestrale
padrona di sogni abortiti
mi graffia via gl'occhi,
mi urla ringhiando sul muso...
ed io scappo correndo,
inghiottito da vecchi meandri
penetrato da miei mille peccati
...sono stanco,
in ginocchio nel tempo,
poi arriva l'oblio...
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Commenti (1)
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Nino Vicidomini11 novembre 2012
La notte, così tanto amata; così tanto bistrattata da Te. Ne avrai, secondo te, buoni motivi, ma la notte?! NO
