Soli: soli!
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Forse l'autore dice il dolore di cogliere nel mondo "dei figli" l'inesorabile prosecuzione desolata del mondo adulto, com'è, come l'abbiamo fatto. L'augurio per lui, per tutti, di afferrare - narrare - la repentina scintilla di differenza che come miracolo a volte nel buio balena
bambini nel mondo adulto, in cattività, vivono crescono in autogestione, sotto pressione di continue richieste a loro rivolte, scuola, sport, persino in quel poco di tempo libero a loro concesso... bambini abbandonati, nelle nostre case, ovattate, colme di giocattoli, unico metro di misura... e non esiste tempo perso insieme, a giocare e osservare il mondo e la natura... una poesia molto amara, dipinto della società dei bimbi di oggi arriva come uno schiaffo!
Veramente ammirevole l'originale incisività con cui questa poesia denuncia la mancanza d'amore. L'amore costa decisamente troppo, costa il proprio tempo, costa dare se stessi: nemmeno i genitori ne sono più capaci, avvinti nel gorgo del fatuo consumismo e dell'immagine di sè,l'umiltà non ha più radici, l'umile è un fallito agli occhi del mondo. La cosa più perversa è far credere a quei "figli obesi" che hanno bisogno di una dieta, mentre sono digiuni d'amore, magari se la seguiranno con profitto verrà loro elargito l'ennesimo costosissimo dono...
Povera infanzia, riadattata a misura del mondo adulto... e che ancora aspetta di essere compresa e assecondata nella sua natura... altro che miniature di adulti!... dovremmo essere noi a imparare dai bambini. plauso all'autore, acuto come sempre



