Non occorre il Paradiso

Non soltanto in Paradiso
si ode il canto dei Serafini.
Non occorre lasciare questa vita
per scaldarsi dentro l’abbraccio di Dio.
Siamo vivi, Amore mio, siamo qui.
Ogni attimo è platino
appeso ad un sottile filo di seta.
Ogni attimo è vino pregiato:
ogni goccia che non accarezza le labbra
è una goccia irrimediabilmente persa,
sprecata.
Non è per la musica che si vive!
Non per l’amore, non per la sapienza.
Non è per un fine più alto:
la vita stessa è la ragione per cui vivere.
Amore, comprendi?
Non solamente Dio sa amare.
L’amore non è un’idea, non è astratto:
è realtà.
Ed è di questa realtà che bisogna vivere.
Non solo di amore, quanto di ogni piccola offerta
che la vita ti pone davanti.
E’ questo l’amore da comprendere.
E’ questa la vita che bisogna godersi:
non se ne avrà un’altra.
Cos’è che in realtà si attende
per tutta la vita?
Che cos’è il Paradiso?
Non è forse il benessere assoluto che si desidera?
Nulla è più concreto
della pace dei sensi.
Nulla è più dolce
di una carezza sul viso.
L’Inferno non è malvagità:
cos’altro può essere, se non
il nulla assoluto?
Non vi è più nulla dopo il Paradiso,
se non l’Inferno.
Amore mio: non sprecare il poco tempo di Paradiso
che ti è concesso:
vivi ogni istante!
Tuffati nel lago,
anche se è gelato.
Assapora ogni profumo,
anche se flebile.
Goditi ogni carezza
che è ciò che di più prezioso
ti possa donare chi ti ama.
©
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