Come le strisce che lasciano gli aerei

Ti ricorderai,
ti ricorderai
di quei giorni in cui
dagli alberi cadevano
le foglie,
come se fossero
tristi presagi autunnali.
Ti ricorderai,
ti ricorderai di quei giorni
dove cascavano fiumi di sorrisi
e parole,
come se fossero sintomi
festosi.
Come le strisce che lasciano gli aerei
che rilasciano scritte nei cieli.
Le partenze non saranno mai addii,
ti guarderò sventolare quel fazzoletto bianco
come ultimo saluto.
Che tutti salutino la notte
e la sua legione di stelle bianche.
Le partenze non saranno mai addii,
ma arrivederci scritti
con delle mani tremanti.
I ricordi saranno come
dei piccoli nidi di rondine,
avranno paura di spiegare le ali
e compiere il primo volo.
Ti scorderai di piangere,
avrai ancora della pioggia nel cuore
che appannerà l'oblò dei finestrini.
Guarderai, adesso, il volto di una Sydney
in un'alba alle prime armi.
Scriveremo ancora per un'ultima volta
che ci mancherai, mancherai a tutti.
Le partenze non saranno mai addii,
ma un rumore di festa
per quando tornerai.
Come le strisce che lasciano gli aerei
che rilasciano parole che avremmo voluto dirti.
Ti ricorderai dei nostri giorni,
degli abbracci,
degli urli,
dei pianti.
Accenderemo dei fuochi amici
nella notte,
per quando tornerai.
Fuori dalla finestra rimane
solo il rumore sordo degli arei,
e rimango su quella finestra, grigia,
appoggiato a sentire il rumore sordo
dei cieli,
aspettando il tuo ritorno.
©
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L'autore
Andrea Corba
Andrea Corba, aspirante poeta friulano ventitreenne, inizia a scrivere verso la fine del dicembre del 2008 dopo una dolorosa perdita nella sua famiglia. Questo fatto inizialmente lo distrugge ma attraverso lo spirito della musica arriva a comporre le sue prime poesie, sottoforma di ...racconti, inizialmente. Le sue poe
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