Origami
Dimmi delle linee
e racconta di come le correggi adesso
mentre abbandoni la mente al passato
confuso. Lo dico perché vorrei poter proteggere ogni ricordo
Cosa è stato della sabbia che abbiamo camminato
mano nella mano?
Sai?
ho costruito cose fantastiche ed eri ovunque
in ogni ombra a mettere il bene
Sono morto e rinato nel tuo ventre
e sono ancora incapace a descrivere il calore
quel calore che sa di mani consumate e dolci
Temevo il nero e ora temo il tuo non riconoscermi
l'abbraccio distaccato che lacera più di un parto
Mi basterebbe sentire pronunciare un nome
nel battesimo che sento lontano e che ogni sera bagna la fronte
Ho dormito nei tuoi sguardi
nelle urla
e nulla temo più dell'indifferenza che ora strazia
Ho scelto le Valli per urlare il mio nome
per sentire l'eco pensando sia tu a chiamarmi
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Commenti (1)
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DarioC 8526 novembre 2012
"Sono morto e rinato nel tuo ventre"..."eri... in ogni ombra a mettere il bene"..."mi basterebbe sentire pronunciare un nome nel battesimo che sento lontano"... Questi versi, tanto potenti e carichi di nostalgia, sembrano la supplica ad una madre distante, ad una madre che non è più vicina, e che manca all'autore per tutto ciò che per lui ha fatto: una donna che ha saputo mettere il bene in ogni ombra... ed ora che il mondo sembra così buio, ci sarebbe così bisogno della sua luce, della sua voce che chiama il proprio nome... Così l'ho letta. Davvero bella!