Meja

Panni distesi
sull'erba cocente
bianchi al sole
come voci di bimbi
che picchiano l'acqua
d'un piccolo ruscello
con lunghi bastoni
sfiorando le spalle
di chi strofina su scranni
indumenti consunti
lacerati dal lavoro
agitandoli al grembo
stringendoli al petto
mentre la schiuma di marsiglia
scivola tra i flutti
e bianca raggiunge
come onda di nuvole
la mia piccola barchetta
carta di giornale
che debole alle onde
affonda il suo carico
di sogni e speranze
che mai vedran porto
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Commenti (1)
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O
Oliviero Angelo Fuina28 febbraio 2007
Immagini a cascata in un lungo salto che toglie spesso il respiro e fa perdere a tratti l’orientamento. Che con le parole ci sai fare certo non si dicute. Fermo restando sia questa una tua precisa scelta stilistica per una resa voluta del tuo dire, qualche segno di punteggiatura avrei rischiato di apporlo.